Sandro Chia: i due pittori. Opere su carta (1989-2017)
La mostra “i due pittori. Opere su carta 1989-2017”, curata con estrema sensibilità da Lorenzo Madaro — profondo conoscitore della nostra galleria e delle dinamiche dell’arte contemporanea — rappresenta un tributo necessario e raffinato all’impegno di Sandro Chia. L’esposizione, ospitata presso gli spazi della Fondazione Biscozzi | Rimbaud a Lecce dal 22 febbraio al 15 giugno 2025, ha riscosso un notevole successo di critica e pubblico, confermando la centralità dell’artista nel panorama internazionale.
L’Universo Segnico di Chia
Il percorso espositivo si articola attraverso una selezione di cento opere, realizzate in un arco temporale che va dal 1989 al 2017. Questa produzione “su carta” non deve essere considerata preparatoria o minore; al contrario, essa svela l’essenza più intima della ricerca di Chia. Attraverso l’uso sapiente di tecniche miste, tempere, matite e inchiostri, l’artista costruisce un universo visionario dove il segno si fa corpo e il colore diventa narrazione. La carta, con la sua fragilità e immediatezza, permette a Chia di sperimentare una libertà espressiva che spazia dal vigore del tratto alla delicatezza delle sfumature.
Il Doppio e la Storia
Il titolo della mostra trae ispirazione da due capisaldi della sua produzione: Due pittori al lavoro (1982) e I due pittori (1990). Queste opere sono emblematiche di una dicotomia interna all’artista: da un lato, la spinta verso un avanzamento del lessico espressivo, capace di scardinare le rigide strutture del concettualismo; dall’altro, una profonda e dichiarata passione per la storia dell’arte.
In Chia, il “fare pittura” è sempre un dialogo con i maestri del passato. La sua figura di pittore si sdoppia: è contemporaneamente l’artefice moderno e l’erede della grande tradizione classica, barocca e rinascimentale. Questo dualismo si traduce in figure antropomorfe, eroi malinconici e viandanti che popolano i suoi fogli, sospesi tra il mito e il quotidiano.
L’Eredità della Transavanguardia
Sandro Chia, insieme a figure del calibro di Clemente, Cucchi, De Maria e Paladino, è stato uno dei protagonisti assoluti della Transavanguardia, il movimento teorizzato da Achille Bonito Oliva che ha segnato il ritorno alla manualità e alla gioia del dipingere. Questa mostra leccese ha il merito di documentare come, anche a distanza di decenni dal manifesto del movimento, il vigore creativo di Chia resti immutato, continuando a interrogare il senso della pittura in un mondo in costante mutamento.