La mostra “Michelangelo Pistoletto / Mario Schifano. Preistoria delle nuove immagini” a cura di Lorenzo Madaro alla galleria Sangallo Fine Art, indaga il fulcro primario del pensiero visivo e concettuale alla base di due esperienze coeve ma per molti versi anche molto distanti, ossia quelle che riguardano le esperienze di Michelangelo Pistoletto e Mario Schifano a cavallo tra i Sessanta e Settanta. Siamo in un momento in cui lo schermo televisivo assume un ruolo cruciale e l’immagine in movimento entra prepotentemente a far parte della dinamica relazionale e sociale del quotidiano delle famiglie italiane con i primi telegiornali e caroselli. I due artisti si muovono con disinvolta e ricercata attenzione su versanti che hanno anzitutto un comune denominatore: l’immagine. Michelangelo Pistoletto tra il 1961 e il 1962 avvia le prime sperimentazioni che lo porteranno poi al concepimento degli specchi, una delle più significative rivoluzioni della storia dell’arte contemporanea del XX secolo: l’acciaio inox lucidato a specchio è il materiale più adeguato come supporto per l’immagine fotografica stampata su velina, dopo le prime prove riguardanti specificatamente la pittura.
Mario Schifano invece riflette sulle immagini attraverso una sorta di membrana di transito della memoria attiva e presente, live. Ovvero la televisione. La fotografa perché la considera musa ausiliaria e finestra sul mondo. Quando durante un’intervista il suo amico Fulvio Abbate gli fa notare che lui è erede della grande tradizione del paesaggio italiano, Segantini compreso, Schifano risponde polemicamente che non è così, anche perché lui non conosce (naturalmente lo dice in un senso provocatorio) Segantini “perché in televisione ancora non lo fanno”. In questo processo di appropriazione delle immagini, Schifano inventa un nuovo codice espressivo e visivo. Le tele emulsionate, poi ritoccate con smalti attraverso il suo gesto eroico, rivelano una parte pionieristica di tutto il lavoro germinale del maestro romano, su cui la sezione dedicata a Schifano si concentra con particolare attenzione.
In mostra sono presenti una selezione di lastre in acciaio specchiante di Michelangelo Pistoletto dagli anni ’70 in poi e le iconiche tele emulsionate, anche dette “televisori” di Mario Schifano dei primissini anni ’70. La mostra è accompagnata da un catalogo edito da Metilene Edizioni con un testo critico di Lorenzo Madaro, curatore e docente di ruolo di Storia dell’arte contemporanea presso l’Accademia di Belle Arti di Brera, Milano.
Per richiedere la worklist completa delle opere disponibili ed acquistare il catalogo della mostra, si può scrivere a info@sangallofineart.it o tramite form nella sezione Contatti del sito.







