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lazzo Ducale di Genova ha onorato il pittore torinese Giorgio Griffa con la mostra dal titolo Dipingere l’invisibile. Oltre 50 opere sono state esposte in undici sale, ripercorrendo 50 anni di lavoro dell’artista. La mostra, tenutasi dal 22 marzo al 13 luglio 2025, è stata curata da Ilaria Bonacossa e Sébastien Delot, in collaborazione con la Fondazione Giorgio Griffa. Tra le opere esposte si trovano tele degli anni Sessanta i cui concetti toccano il mistero della conoscenza. Si distingue in particolare l’opera Sessanta Frammenti del 1980, composta da tele dipinte e ritagliate la cui configurazione cambia ogni volta che viene spostata.
È proprio questo che conferisce significato al concetto di “non-finito” e che coinvolge l’osservatore a contribuire alla creazione. Infatti, l’artista stesso invita a considerare lo spazio delle opere come una cosa non-finita. I colori non riempiono l’intero spazio; l’aspetto può sembrare incompleto e invisibile, e sono proprio queste caratteristiche che rendono Griffa un artista unico. Lo stesso Griffa parla di “abbandono del principio di dominazione“, invitando l’osservatore ad andare oltre l’apparenza e a vedere l’invisibile, proprio come suggerisce il titolo della mostra.
Questa esposizione ha confermato il talento di Griffa nel portare l’osservatore al di là della semplice apparenza. Le opere esposte hanno reso omaggio al grande lavoro dell’artista e al valore qualitativo da sempre altissimo della sua produzione pittorica. Per la mostra è stato realizzato un catalogo edito da Silvana Editoriale.