Giulio Turcato: La Metamorfosi del Monocromo alla Fondazione Giuliani

Mentre il panorama artistico contemporaneo continua a interrogarsi sui confini della materia, la Fondazione Giuliani rende omaggio a una delle figure più poliedriche e visionarie del dopoguerra italiano: Giulio Turcato. La mostra, aperta al pubblico dal 12 ottobre 2025 al 14 febbraio 2026, offre un’occasione preziosa per riscoprire l’opera di un artista che ha saputo trasformare la superficie pittorica in un organismo vivente e pulsante.

Lontano dall’essere un semplice esercizio di sottrazione, il monocromo in Turcato si configura come uno spazio generativo. La sua ricerca, che attraversa tre decenni di sperimentazione, affonda le radici nell’esperienza del movimento Forma 1. Tuttavia, è nel superamento dei confini tradizionali che Turcato rivela la sua genialità: influenzato dai dialoghi internazionali con la scena newyorkese e dai confronti con maestri come Burri e Fontana, l’artista approda ad un uso della materia senza precedenti.

Nelle sue mani, la tela accoglie polveri fosforescenti, pigmenti reattivi e materiali d’uso quotidiano, trasformandosi in una “superficie lunare” o in un campo elettromagnetico di luce. Le serie Oltre lo spettro e i celebri Cangianti non sono solo opere da osservare, ma esperienze dinamiche: superfici che mutano con lo spostarsi dell’osservatore, evocando cromie che sfidano la percezione ordinaria.

Questa esposizione, curata da Martina Caruso e Adrienne Drake, non è solo una retrospettiva, ma un invito a osservare il mondo attraverso la lente dell’invenzione. Turcato ci dimostra che l’arte è, prima di tutto, un sistema di conoscenza capace di decifrare le strutture profonde del reale.

 

Foto Courtesy dell’Archivio Giulio Turcato e Fondazione Giuliani, Roma

Comments are closed.