Giorgio de Chirico e Marino Marini. Due Maestri della storia dell’arte italiana

Le prestigiose sale del Castello Carlo V di Monopoli si preparano a ospitare, fino ad agosto 2026, un appuntamento culturale di assoluto rilievo: la mostra “Giorgio de Chirico e Marino Marini. Due Maestri della storia dell’arte italiana”, curata da Lorenzo Madaro.

L’esposizione nasce con l’intento di porre in un dialogo serrato e fecondo due figure monumentali del Novecento. Da un lato, Giorgio de Chirico, l’enigmatico Pictor Optimus e padre della Metafisica; dall’altro, Marino Marini, interprete magistrale della scultura che ha saputo traghettare la tradizione plastica verso nuove tensioni espressive.

Il curatore, in un’intervista rilasciata a La Gazzetta del Mezzogiorno, ha tracciato le linee guida del progetto espositivo dichiarando:

“Attraverso le opere scelte percepiamo il senso profondo della ricerca di Giorgio De Chirico, fondatore della pittura metafisica, e di Marino Marini, scultore e incisore, con una selezione di lavori molto diversi tra loro, che però mettono in dialogo due visioni artistiche che hanno poi anticipato le successive correnti del surrealismo e le inquietudini profonde di un secolo che, per diverse e profonde ragioni, andava sgretolando le proprie certezze.”

In questo contesto di eccellenza, la nostra galleria è orgogliosa di aver contribuito attivamente alla realizzazione del percorso espositivo. Abbiamo infatti concesso in prestito una selezione di rare litografie colorate a mano di Giorgio De Chirico. Si tratta di esemplari preziosi che offrono una prospettiva intima sulla tecnica grafica del Maestro, arricchendo in modo significativo la sezione dedicata alle collezioni private.

Visitare questa mostra significa immergersi in una cornice architettonica unica, dove la solidità della pietra del Castello incontra l’immaterialità del sogno metafisico e il dinamismo delle forme di Marini. È un’occasione imperdibile per studiosi e appassionati di riscoprire dettagli inediti di una poetica che continua a interrogarci sul senso della modernità.

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