Castelli, fate, boschi e oggetti magici
Dal 23 marzo al 21 giugno 2026, le sale storiche del Castello di Mirandolo a Torino si trasformano nel teatro di un’esplorazione inedita: il legame profondo tra la narrativa popolare europea e i linguaggi dell’arte moderna e contemporanea.
Curata da Roberto Galimberti, la mostra “C’è oggi una fiaba. Castelli, fate, boschi e oggetti magici. Da Emilio Isgrò a Pinot Gallizio, da Kiki Smith a Lucio Fontana” non si limita a illustrare racconti noti, ma sceglie di abitare l’archetipo. Attraverso lo sguardo di maestri assoluti, il percorso espositivo scava oltre la superficie della narrazione per toccare i concetti universali che rendono la fiaba immortale: il mistero del bosco, il potere degli oggetti magici, l’illusione del lieto fine.
Un dialogo tra epoche e visioni
Le opere in mostra non descrivono, ma evocano. In un gioco di rimandi visivi e concettuali, la struttura della fiaba viene decostruita e ricostruita dalla sensibilità di artisti che hanno segnato la storia dell’arte:
- L’astrazione e il segno: Da Lucio Fontana a Fausto Melotti e Osvaldo Licini.
- La materia e il rito: Dalle visioni di Kiki Smith e Joseph Beuys alle sperimentazioni di Pinot Gallizio.
- L’ironia e il gioco: Dal linguaggio di Emilio Isgrò alla creatività di Michelangelo Pistoletto, Piero Gilardi e Aldo Mondino.
Un’occasione unica per riscoprire il Castello di Mirandolo non solo come sede espositiva, ma come luogo magico in cui l’arte contemporanea ridà voce alle nostre storie più antiche.