Urs Lüthi nasce a Kriens, in Svizzera, il 10 settembre 1947. Figura cardine della Body Art, della fotografia concettuale e della performance, Lüthi ha ridefinito il concetto di identità nell'arte del secondo Novecento. La sua ricerca, iniziata negli anni '60, si snoda attraverso una costante indagine sul Sé, utilizzando il proprio corpo come tela, palcoscenico e strumento di critica sociale ed esistenziale. Dopo aver frequentato nel 1963 la Scuola di arti applicate di Zurigo, Lüthi muove i primi passi nel mondo creativo lavorando come grafico e artista freelance. La sua carriera espositiva decolla precocemente: è il 1966 quando presenta la sua prima mostra personale, intitolata Pinksize, presso la Galleria Beat Mäder di Berna. In questa fase iniziale, le sue opere risentono delle influenze della Pop Art, con una pittura vibrante che già lascia intravedere un interesse per l'estetica del quotidiano e la comunicazione visiva immediata. Tuttavia, il vero punto di svolta avviene nel 1969, quando Lüthi abbandona progressivamente la pittura per abbracciare la fotografia come medium d'elezione. Nel 1970, la mostra alla Galerie Toni Gerber di Berna segna il suo successo critico: Lüthi espone una serie di ritratti e autoritratti in cui il soggetto appare deliberatamente ambiguo, androgino, sospeso tra generi e ruoli sociali.
Gli anni '70: l’ambiguità come manifesto
Negli anni '70, Urs Lüthi diventa uno dei massimi esponenti della Body Art europea. Al centro della sua produzione c’è il concetto di alter ego: l’artista mette in scena se stesso, travestendosi e trasformandosi, sollevando domande profonde sulla precarietà dell’identità. Celebri sono le serie fotografiche in cui Lüthi appare truccato, vestito con abiti femminili o in pose languide, sfidando le convenzioni borghesi dell'epoca. Non si tratta di semplice narcisismo, ma di una riflessione filosofica sulla solitudine e sulla frammentazione dell'Io. La sua rilevanza internazionale viene sancita dalla partecipazione a rassegne di prestigio mondiale. Nel 1977 è invitato a Documenta 6 a Kassel, uno dei palcoscenici più importanti per l'avanguardia contemporanea. In questo periodo, il suo lavoro dialoga con quello di artisti come Marina Abramović e Ulay, pur mantenendo un’ironia e una malinconia tipicamente svizzere.
Evoluzione stilistica
Verso la fine degli anni '80, Lüthi espande il suo raggio d'azione alle installazioni multimediali e alla scultura. Il suo linguaggio si fa più complesso, includendo oggetti d'uso comune, video e materiali industriali. Nel 1994, la sua autorevolezza nel campo accademico viene confermata dalla nomina a professore ordinario alla Kassel Art Academy, ruolo che ricoprirà per molti anni influenzando generazioni di nuovi artisti. Uno dei momenti apicali della sua carriera è il 2001, quando rappresenta la Svizzera alla Biennale di Venezia. All'interno del Padiglione Svizzero (presso Palazzo Trevisan degli Ulivi), Lüthi presenta l'installazione Run for your life, dove sculture autoritratte in scala reale lo ritraggono intento a correre o a riposare, in un'ironica riflessione sull'invecchiamento, sul successo e sulla finitudine umana. Il motto "Art is the better life" (L'arte è la vita migliore) diventa il paradigma della sua maturità.
Curriculum espositivo (selezione)
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- 1966 - Pinksize, Galerie Beat Mäder, Berna
- 1969 - Processi di pensiero visualizzati, Kunstmuseum Luzern, Lucerna
- 1970 - Galerie Toni Gerber, Berna (Mostra spartiacque sull'ambiguità)
- 1973 - Galleria Diagramma (Luciano Inga Pin), Milano
- 1974 - Transformer: Aspects of Travesty, Kunstmuseum Luzern, Lucerna
- 1976 - L'arte è la vita migliore, Galleria Stadler, Parigi
- 1977 - Documenta 6, Kassel, Germania
- 1981 - Urs Lüthi: Bilder 1977-1981, Kunsthalle Basel, Basilea
- 1986 - Urs Lüthi, Musée d'Art et d'Histoire, Ginevra
- 1991 - Universal Order, Galerie Tanit, Monaco di Baviera
- 1994 - Proclamazione a Professore alla Kassel Art Academy
- 1995 - Retrospectiva, Kunsthaus Glarus, Svizzera
- 2000 - L'arte è la vita migliore, Museo d'Arte Contemporanea Roma (MACRO)
- 2001 - 49ª Biennale di Venezia, Padiglione Svizzero (Mostra Personale)
- 2005 - Art for a Better Life, Musée d'Art Moderne et Contemporain (MAMCO), Ginevra
- 2009 - Urs Lüthi: Just Another Story About Leaving, Kunstmuseum Luzern, Lucerna
- 2014 - Urs Lüthi, Museo MADRE, Napoli
- 2017 - Ex Voto, Galleria d'Arte Moderna e Contemporanea, Bergamo
- 2021 - Heimspiel, Kunstmuseum St. Gallen, San Gallo