Salvo

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Salvatore Mangione, conosciuto nel mondo dell'arte semplicemente come Salvo, rappresenta una delle figure più singolari e metamorfiche del panorama artistico internazionale del secondo Novecento. Nato a Leonforte, in provincia di Enna, nel 1947, Salvo trascorre l'infanzia in Sicilia prima di trasferirsi con la famiglia a Torino nel 1956. È proprio nel capoluogo piemontese, fermento di nuove avanguardie, che l'artista plasma la sua identità creativa, oscillando tra il rigore del concettuale e una personalissima riscoperta della pittura figurativa.

Gli esordi e l’adesione all’Arte Povera

Il percorso di Salvo inizia alla fine degli anni Sessanta. Il 1968 è un anno cruciale: dopo un viaggio a Parigi, immerso nel clima della contestazione, rientra a Torino e stringe legami profondi con i protagonisti dell'Arte Povera. Frequenta artisti del calibro di Alighiero Boetti, Mario Merz e Giuseppe Penone, condividendo con loro la galleria di Gian Enzo Sperone. In questa fase, la ricerca di Salvo si muove su binari squisitamente concettuali. I suoi lavori più iconici di questo periodo sono le fotografie (come l'autoritratto "Benedizione di Lucedio") e le celebri lapidi in marmo. Su queste lastre, Salvo incide frasi, nomi o epigrafi che giocano sul senso dell'identità e del tempo, con un sapore più intellettuale che materico. Celebre è l'opera "Io sono il migliore", un'affermazione di auto-celebrazione ironica che sfida i canoni dell'umiltà artistica tipici del periodo. La sua ascesa è rapida: già nel 1972 partecipa a Documenta 5 a Kassel, una delle rassegne più prestigiose al mondo, consolidando la sua fama internazionale.

La svolta pittorica: il ritorno all'ordine e al colore

Mentre il mondo dell'arte d'avanguardia rifugge la pittura tradizionale, Salvo compie un gesto di rottura controcorrente: alla fine degli anni '70 abbandona le sperimentazioni concettuali per tornare alla pittura a olio. Non si tratta di un semplice ritorno al passato, ma di una reinvenzione del linguaggio figurativo. I suoi quadri si popolano di paesaggi essenziali, geometrie morbide e colori vibranti. La sua pittura è caratterizzata da una luce metafisica, quasi sognante. I soggetti prediletti diventano le chiese, i minareti, le colline e i profili di città ideali. Questa fase non aliena il collezionismo, anzi: la critica riconosce in Salvo un precursore di quel "ritorno alla pittura" che esploderà negli anni Ottanta. Partecipa alla Biennale di Venezia nel 1976 e nel 1984, confermando come la sua evoluzione stilistica sia seguita con estremo interesse dalle istituzioni museali.

I viaggi e l'ispirazione globale dagli anni '90

A partire dagli anni Novanta, la produzione di Salvo si arricchisce grazie ai numerosi viaggi. L'artista esplora l'Oman, il Tibet, l'Egitto e la Turchia. Queste esperienze si riflettono in tele dove il paesaggio diventa archetipo: le montagne si fanno coni perfetti, le case blocchi di colore puro, e il cielo si tinge di sfumature acide o crepuscolari. La sua ricerca sulla luce diventa quasi ossessiva, portandolo a dipingere lo stesso soggetto in diverse ore del giorno, ricordando la lezione di Monet ma filtrata attraverso una sensibilità contemporanea e sintetica. Fino alla sua scomparsa, avvenuta a Torino nel 2015, Salvo ha mantenuto una coerenza rara, collaborando con le più importanti gallerie europee (da Parigi a Colonia) e d'oltreoceano. Oggi le sue opere sono custodite nei principali musei d'arte contemporanea e sono oggetto di una fortissima riscoperta da parte del mercato internazionale, che vede in lui un maestro capace di coniugare il rigore del pensiero concettuale con la seduzione visiva della forma.

 

Curriculum espositivo (selezione)

  • 1970 - Galleria Sperone, Torino
  • 1972 - Documenta 5, Kassel
  • 1973 - Contemporanea, Villa Borghese, Roma
  • 1974 - Projekt '74, Wallraf-Richartz-Museum, Colonia
  • 1975 - Kunstmuseum, Lucerna (Mostra personale istituzionale)
  • 1976 - Biennale di Venezia, Venezia (Padiglione Italia)
  • 1977 - Museum Folkwang, Essen
  • 1982 - Galleria d'Arte Moderna, Bologna
  • 1983 - Kunstmuseum, Basilea
  • 1984 - Biennale di Venezia, Venezia (Sezione "Aperto")
  • 1985 - Kunstverein, Monaco di Baviera
  • 1986 - Museum Boymans-van Beuningen, Rotterdam
  • 1988 - Musée d'Art Contemporain, Lione
  • 1992 - Stein Gallery, Chicago
  • 1994 - Galleria d'Arte Moderna e Contemporanea (GAM), Torino
  • 1998 - Salvo: Paesaggi, Villa delle Rose, Bologna
  • 2002 - Galleria d'Arte Moderna e Contemporanea, Bergamo
  • 2005 - Galleria d'Arte Moderna, Torino (retrospettiva)
  • 2007 - Museo d’Arte Contemporanea Roma (MACRO), Roma
  • 2014 - Gladstone Gallery, New York
  • 2016 - Salvo. È solo l'inizio, Museo d'Arte Contemporanea di Castello di Rivoli (retrospettiva)
  • 2020 - MACI - Museo Arte Contemporanea Imperia
  • 2023 - Salvo, Pinacoteca Agnelli, Torino (antologica)
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