Pino Pinelli

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Pino Pinelli (Catania, 1938 – Milano, 2024) rappresenta una delle figure più radicali e innovative nel panorama dell'arte contemporanea internazionale. Protagonista indiscusso della Pittura Analitica (nota anche come "Pittura-Pittura"), Pinelli ha saputo decostruire il concetto tradizionale di quadro, portando il colore a farsi corpo, sostanza e spazio. Cresciuto in Sicilia, Pinelli si trasferisce a Milano nel 1963, attratto dal fervore culturale della città che in quegli anni ospitava dibattiti accesi tra spazialismo e arte programmata. Tuttavia, la sua ricerca prende una direzione unica: non si limita alla superficie della tela, ma indaga l’essenza stessa del fare pittura. È proprio negli anni Settanta che Pinelli si afferma come figura centrale della Pittura Analitica, movimento che si proponeva di riflettere sui propri strumenti costitutivi: la superficie, il supporto, il colore e il gesto.

La rottura della tela e la pittura come corpo

La vera rivoluzione di Pino Pinelli avviene nel 1976, quando l'artista compie un gesto di rottura definitiva: abbandona la tela e il telaio. L'opera non è più un oggetto racchiuso in un perimetro definito, ma si frammenta. Pinelli crea elementi fisici, scultorei, che si installano direttamente sulla parete. Questi "frammenti" sono caratterizzati da una straordinaria matericità e da una monocromaticità vibrante. La tecnica utilizzata dall’artista è il risultato di una sapiente stratificazione di materiali (spesso impasti di resine e pigmenti) che conferiscono all’opera una conformazione visiva e tattile simile a quella di un velluto. Questa superficie morbida e sensuale cattura la luce in modo variabile, trasformando l'opera d'arte in un'entità quasi organica, definibile come anaiconica e pura.

Il riconoscimento internazionale e le grandi rassegne

Il valore storico e artistico di Pino Pinelli è testimoniato dalla sua costante presenza nelle più prestigiose sedi espositive mondiali. La sua ricerca è stata celebrata con oltre cento mostre personali. Tra i momenti apicali della sua carriera figurano le partecipazioni alla Biennale di Venezia nel 1986 e nel 1997, rassegne che hanno consacrato il suo ruolo di innovatore a livello globale. Altrettanto rilevanti sono state le sue presenze alla Quadriennale di Roma (1986 e 2006), dove il suo lavoro è stato esposto come punto di riferimento per le nuove generazioni di artisti. Le istituzioni museali hanno dedicato ampi spazi alla sua ricerca. Ricordiamo le mostre presso il Musée d’Art di Langres, il Forum Kunst di Rottweil, la Civica Galleria d’Arte di Gallarate, e il Kunstverein Villa Franck di Ludwigsburg. La sua capacità di far dialogare l'opera con l'architettura lo ha portato a esporre in contesti storici di grande prestigio, come il Centro Espositivo la Rocca Paolina di Perugia, Villa La Versiliana di Pietrasanta e il Palazzo del Duca a Senigallia.

Collezioni pubbliche

Oggi, le opere di Pino Pinelli sono custodite nelle collezioni permanenti dei più importanti musei del mondo, a conferma della solidità del suo mercato e della sua rilevanza storiografica. Tra queste spiccano il Musée d’Art Moderne de la Ville de Paris, la Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma, la Galleria Civica d'Arte Moderna e Contemporanea (GAM) di Torino, la Galleria Civica di Modena, il Kunstverein di Hannover, l’Haus am Waldsee di Berlino e il Kunstverein di Francoforte. L’eredità di Pinelli risiede nella sua capacità di aver "liberato" il colore, rendendolo un elemento nomade che invade lo spazio, trasformando la parete in parte integrante dell'opera. La sua pittura non si guarda soltanto: si percepisce con il corpo, invitando lo spettatore a un'esperienza multisensoriale che va oltre la semplice visione.

 

Curriculum espositivo (selezione)

  • 1968 - Galleria d'Arte Il Paladino, Palermo
  • 1969 - Galleria Bergamini, Milano
  • 1973 - Galleria d'Arte Cortina, Milano
  • 1975 - Galleria Peccolo, Livorno
  • 1976 - Galleria La Bertesca, Genova/Milano
  • 1977 - "Arte in Italia 1960-1977", Galleria Civica d'Arte Moderna, Torino
  • 1978 - Galleria Ferrari, Verona
  • 1979 - Musée d’Art di Langres, Francia
  • 1982 - Forum Kunst, Rottweil, Germania
  • 1986 - XLII Biennale di Venezia, Venezia
  • 1986 - XI Quadriennale Nazionale d'Arte, Roma
  • 1987 - Kunstverein Villa Franck, Ludwigsburg, Germania
  • 1989 - Galleria Civica d’Arte, Gallarate
  • 1991 - Kunstverein Schloss Lamberg, Steyr, Austria
  • 1992 - Istituto Italiano di Cultura, Praga
  • 1995 - Istituto Italiano di Cultura, Londra
  • 1997 - XLVII Biennale di Venezia, Venezia
  • 1998 - Centro Espositivo la Rocca Paolina, Perugia
  • 2001 - Cascina Roma, San Donato Milanese (antologica).
  • 2003 - Villa La Versiliana, Pietrasanta
  • 2006 - XV Quadriennale Nazionale d'Arte, Roma
  • 2007 - Museo Archeologico Eoliano “Bernabò Brea”, Lipari
  • 2011 - Palazzo del Duca, Senigallia
  • 2016 - "Pino Pinelli: Disseminazione", Multimedia Museum, Mosca
  • 2018 - "Pino Pinelli. Pittura infinite", Palazzo Reale, Milano
  • 2021 - "Pino Pinelli: La pittura e lo spazio", Gallerie d'Italia, Milano
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