Michele Zaza (Molfetta, 1948) rappresenta una delle figure più autorevoli e originali nel panorama dell'arte concettuale italiana e della fotografia internazionale del secondo Novecento. La sua ricerca, avviata nei primi anni Settanta, si distingue per un’indagine filosofica e antropologica che utilizza il medium fotografico non come semplice strumento di documentazione, ma come spazio di rivelazione dell'essere e del sacro. Formatosi presso l'Accademia di Belle Arti di Brera a Milano, dove frequenta il corso di scultura di Marino Marini, Zaza si diploma nel 1971. Questo background plastico è fondamentale per comprendere la sua produzione: pur scegliendo la fotografia e il video, la sua opera mantiene una forte valenza volumetrica e spaziale. Il corpo e il volto diventano "sculture di luce" e territori di esplorazione esistenziale.
L'esordio e l'affermazione internazionale
Il debutto sulla scena artistica avviene nel 1972 presso la Galleria Diagramma di Milano. Sin dalle prime serie, come Cristologia (1972) e Naufragio euforico (1974), Zaza delinea un linguaggio dove la sfera privata e familiare (spesso coinvolgendo i genitori nelle sue opere) assurge a dimensione universale. La sua ascesa è fulminea: negli anni Settanta espone nelle gallerie che stanno scrivendo la storia dell'arte contemporanea, da Marilena Bonomo a Bari a Massimo Minini a Brescia, fino alla prestigiosa Galerie Yvon Lambert di Parigi e Annemarie Verna a Zurigo. Il 1977 segna un punto di svolta internazionale con il viaggio a New York, dove espone al Fine Arts Building insieme a Giulio Paolini. Il culmine del riconoscimento oltreoceano arriva nel 1980 con la personale presso la leggendaria Galleria Leo Castelli, consacrandolo tra i pochi artisti italiani capaci di dialogare alla pari con il minimalismo e il concettualismo americano.
La consacrazione: Biennale e Documenta
La statura critica di Michele Zaza è confermata dalle ripetute partecipazioni alle massime rassegne mondiali. È protagonista alla Biennale di Venezia nel 1980 con una sala personale di grande impatto, un evento che definisce la sua maturità espressiva. Nello stesso periodo, il suo lavoro viene incluso in Documenta 7 a Kassel (1982), a testimonianza di una ricerca che intercetta i fermenti più profondi del panorama europeo. Negli anni Ottanta e Novanta, la sua estetica evolve verso una rarefazione simbolica sempre più marcata. Partecipa a mostre fondamentali al Centre Pompidou di Parigi e alla Nationalgalerie di Berlino. Nel 1981, il Musée d'Art Moderne de la Ville de Paris gli dedica un’importante personale, consolidando il suo legame indissolubile con la capitale francese.
Tematiche e poetica
Al centro dell’universo di Zaza risiede il concetto di "corpo magico" e di "dimora". L'artista opera una decontestualizzazione degli elementi quotidiani — il pane, l'ovatta, il volto spalmato di colore — per trasfigurarli in icone di un tempo mitico. La sua non è una fotografia realistica, ma una messinscena rituale dove il bianco e nero e il colore convivono per interrogare l'assoluto. Come sottolineato dalla critica, l'opera di Zaza è una ricerca di "identità" che supera l'individuo per farsi ricerca cosmica. Con l'avvento del nuovo millennio, il lavoro di Michele Zaza continua a essere oggetto di riscoperta e celebrazione museale. Dal Museo di Arte Moderna e Contemporanea di Roma (MACRO) nel 2000 al Cabinet des Estampes di Ginevra nel 2004, fino alla grande mostra del 2014 alla Galleria Nazionale d'Arte Moderna e Contemporanea di Roma, la sua traiettoria artistica appare oggi più coerente che mai.
Curriculum espositivo (selezione)
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- 1972 - Galleria Diagramma, Milano
- 1973 - Galleria Marilena Bonomo, Bari
- 1974 - Galleria Massimo Minini (Banco), Brescia
- 1975 - Galerie Annemarie Verna, Zurigo
- 1976 - Galleria Ugo Ferranti, Roma; Galleria Lucio Amelio, Napoli; Galerie Yvon Lambert, Parigi
- 1977 - Fine Arts Building, New York (con Giulio Paolini); Documenta 6, Kassel
- 1978 - Galleria Persano, Torino
- 1979 - New works. Alighiero Boetti, Paolo Icaro, Mario Merz, Giulio Paolini, Michele Zaza, Hal Broom Gallery, New York
- 1980 - Galleria Leo Castelli, New York (Personale); Biennale di Venezia (Sala personale)
- 1981 - Musée d'Art Moderne de la Ville de Paris, Parigi (Personale)
- 1982 - Documenta 7, Kassel
- 1985 - Centre Georges Pompidou, Parigi
- 1988 - Nationalgalerie, Berlino
- 1991 - Galleria Giorgio Persano, Torino
- 2000 - Museo di Arte Moderna e Contemporanea (MACRO), Roma
- 2004 - Cabinet des Estampes, Ginevra
- 2011 - Michele Zaza - Opere 1970-2011, Fondazione Pastificio Cerere, Roma
- 2014 - Galleria Nazionale d'Arte Moderna e Contemporanea (GNAM), Roma
- 2016 - Michele Zaza. In-visibile, Museo d'Arte Contemporanea, Lissone
- 2018 - Tutto. Prospettive sull'arte italiana, MUSEION, Bolzano
- 2022 Michele Zaza - Cosmo corporeo, importanti rassegne presso istituzioni pubbliche e private