Jannis Kounellis (Pireo, 1936 – Roma, 2017) è stato uno dei giganti dell'arte del XX secolo, una figura centrale la cui influenza ha travalicato i confini della pittura tradizionale per approdare a un linguaggio universale fatto di materia, spazio e storia. Nato in Grecia, Kounellis si trasferisce a Roma nel 1956 per studiare all'Accademia di Belle Arti sotto la guida di Toti Scialoja. È nella Capitale che l'artista trova il terreno fertile per la sua rivoluzione estetica, segnando indissolubilmente il passaggio dall'arte moderna a quella contemporanea. Il debutto di Kounellis avviene nel 1960 presso la storica Galleria La Tartaruga di Roma con la mostra "L'alfabeto di Kounellis". In questa fase iniziale, l'artista espone tele ermetiche su cui campeggiano lettere, numeri e segnali stradali neri su fondo bianco. Queste opere non sono semplici messaggi, ma oggetti-segno che rompono con l'astrazione lirica e l'informale, cercando una nuova oggettività. L'artista stesso dichiarò che l'uso di questi simboli era un modo per "ricominciare da zero", decontestualizzando il linguaggio per restituirgli una valenza fisica e spaziale.
L'avvento dell'Arte Povera
Dalla metà degli anni Sessanta, la ricerca di Kounellis subisce una mutazione radicale. L'artista abbandona la bidimensionalità della tela per invadere lo spazio reale. Nel 1967, partecipa alla mostra "Arte Povera - Im Spazio" alla Galleria La Bertesca di Genova, curata da Germano Celant. È l'atto di nascita ufficiale del movimento dell'Arte Povera, di cui Kounellis diventa l'esponente di punta. Il suo vocabolario si arricchisce di materiali "primari" e quotidiani: carbone, lana, ferro, cotone, pietre, sacchi di iuta e persino animali vivi. Celebre è l'installazione del 1969 presso la Galleria L'Attico di Fabio Sargentini, dove Kounellis espone dodici cavalli vivi legati alle pareti. Quest'opera scuote il mondo dell'arte, eliminando ogni separazione tra vita e rappresentazione, tra natura e cultura. Negli anni Settanta e Ottanta, Kounellis consolida la sua fama internazionale portando le sue installazioni nei più prestigiosi musei del mondo. Il suo lavoro diventa una riflessione sulla storia europea e sulla memoria collettiva. Il fuoco (sotto forma di fiamme a gas o tracce di fumo sui muri) e il fumo diventano elementi ricorrenti, simboli di trasformazione energetica e sacrificio. Le sue opere diventano strutture monumentali in ferro che sostengono o "imprigionano" materiali fragili, creando una tensione dialettica costante. La sua partecipazione a rassegne come la Biennale di Venezia (dove sarà presente in numerose edizioni, a partire dal 1972) e Documenta di Kassel (edizioni 5, 7, 8) consacra il suo ruolo di protagonista della scena globale.
Il nuovo millennio vede Kounellis impegnato in installazioni site-specific di enorme impatto emotivo. Nel 2002, presso la Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma (GNAM), allestisce la celebre mostra "Atto unico". Qui, l'artista progetta un labirinto di lamiere di ferro che attraversa le sale monumentali della galleria, ospitando sacchi di iuta, pietre e carbone, creando un dialogo serrato con l'architettura neoclassica dell'edificio. Nel 2006, il Museo MADRE di Napoli gli dedica un'ampia retrospettiva, sottolineando il legame profondo dell'artista con la cultura mediterranea. Negli anni successivi, Kounellis continua a esporre incessantemente: dalla Monnaie di Parigi nel 2016, dove trasforma gli spazi storici in un cantiere di archeologia industriale, fino alla postuma e monumentale retrospettiva alla Fondazione Prada di Venezia nel 2019, curata da Germano Celant. Quest'ultima ha rappresentato il primo omaggio organico dopo la sua scomparsa, offrendo una visione completa del suo percorso creativo attraverso oltre sessanta opere.
Oggi, le opere di Jannis Kounellis sono conservate nelle collezioni permanenti dei più importanti musei mondiali, dal MoMA di New York alla Tate Modern di Londra, confermando il suo status di artista storicizzato internazionale.
Curriculum espositivo (selezione)
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- 1960 - L'alfabeto di Kounellis, Galleria La Tartaruga, Roma
- 1964 - Mostra personale alla Galleria La Tartaruga, Roma
- 1967 - Arte Povera - Im Spazio, Galleria La Bertesca, Genova
- 1968 - RA3 Amalfi: Arte Povera e Azioni Povere, Antichi Arsenali, Amalfi
- 1969 - Dodici cavalli vivi, Galleria L'Attico, Roma
- 1969 - When Attitudes Become Form, Kunsthalle Bern, Berna
- 1972 - Documenta 5, Kassel
- 1972 - XXXVI Biennale di Venezia, Venezia
- 1974 - Mostra personale, Sonnabend Gallery, New York
- 1977 - Documenta 6, Kassel
- 1978 - Mostra personale, Chiostro di San Nicolò, Spoleto
- 1980 - XXXIX Biennale di Venezia, Venezia
- 1981 - Mostra personale, Museé d'Art Moderne de la Ville de Paris, Parigi
- 1982 - Documenta 7, Kassel
- 1984 - Mostra personale, Museum of Contemporary Art (MCA), Chicago
- 1985 - Mostra personale, Musée d'Art Contemporain, Bordeaux
- 1986 - Mostra antologica, Museum of Contemporary Art, Chicago
- 1988 - XLIII Biennale di Venezia, Venezia
- 1990 - Mostra personale, Stedelijk Museum, Amsterdam
- 1993 - XLV Biennale di Venezia, Venezia
- 1995 - Mostra personale, Kunsthalle di Amburgo, Amburgo
- 1996 - Kounellis, Museo Nacional Centro de Arte Reina Sofía, Madrid
- 2001 - Mostra personale, Museo Pecci, Prato
- 2002 - Atto unico, Galleria Nazionale d’Arte Moderna (GNAM), Roma
- 2003 - Mostra personale, Oxford University Museum of Natural History, Oxford
- 2006 - Retrospettiva, Museo MADRE (Museo d’Arte Contemporanea Donna Regina), Napoli
- 2007 - Jannis Kounellis, Neue Nationalgalerie, Berlino
- 2011 - LVII Biennale di Venezia, Padiglione Italia, Venezia
- 2012 - Mostra personale, Museum of Contemporary Art, Pechino
- 2016 - Jannis Kounellis, Monnaie de Paris, Parigi
- 2019 - Jannis Kounellis, Fondazione Prada, Venezia