Arman

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Armand Pierre Fernandez, noto come Arman, è stato un influente artista franco-americano, cofondatore del movimento del Nouveau Réalisme e un pioniere nell'elevare l'oggetto quotidiano a soggetto artistico. La sua opera, caratterizzata da un'indagine critica del consumo, dell'accumulo e della distruzione, ha lasciato un segno profondo nell'arte del XX secolo. Nato a Nizza il 17 novembre 1928, Arman crebbe a contatto con l'arte e la musica, grazie al padre, Antonio Fernandez, mercante d'arte amatoriale, musicista e violoncellista. Questo ambiente instillò in lui un amore per gli strumenti musicali, che sarebbero poi diventati i protagonisti distrutti delle sue celebri opere. Dopo gli studi iniziali all'École Nationale d'Art Décoratif di Nizza, Arman proseguì la sua formazione all'École du Louvre a Parigi. Durante questi anni, strinse amicizia con Yves Klein e Claude Pascal, un'associazione intellettuale che fu cruciale per il loro sviluppo artistico. Dopo un iniziale periodo figurativo influenzato da artisti come Chaïm Soutine, Arman trovò la sua identità a fine anni '50. Adottò il monosillabo "Arman" come nome d'arte, a seguito di un errore di battitura in un catalogo, un gesto che simboleggiava la sua rottura con la tradizione.

L'oggetto quotidiano: Accumulazioni e Poubelles

Il 1959 segnò la svolta: l'oggetto di massa divenne il fuoco centrale del suo lavoro. Arman avviò il ciclo delle "Accumulazioni" (accumulations), dove migliaia di oggetti identici (tubetti, posate, orologi) venivano raccolti e incapsulati in teche di resina o plexiglass. Queste sculture non erano solo un commento sul surplus e l'obsolescenza della società dei consumi, ma anche una celebrazione della bellezza intrinseca della quantità. Contemporaneamente, nacquero le "Poubelles" (spazzatura): contenitori trasparenti riempiti di rifiuti casuali. La Poubelle non era mera spazzatura, ma un "ritratto del momento", elevando il rifiuto, l'oggetto dismesso, a reperto archeologico e opera d'arte. Nel 1960, Arman fu un membro fondatore del Nouveau Réalisme (Nuovo Realismo), un movimento formalizzato dal critico Pierre Restany. Insieme a artisti come Klein, Tinguely, Niki de Saint Phalle e Christo, Arman contribuì a definire l'arte come l'appropriazione poetica e percettiva della realtà urbana e industriale, usando materiali e metodi della vita quotidiana.

 La distruzione come atto creativo: Colères e Combustioni

La fase successiva vide Arman esplorare l'atto della distruzione. Nel 1961 diede inizio alle "Colères" (colleres o rotture), in cui oggetti (spesso strumenti musicali) venivano violentemente fracassati e riassemblati su un supporto, creando rilievi dinamici che esprimevano una forte carica emotiva. Le "Combustioni" (combustions), avviate nel 1963, portarono la distruzione al culmine. Strumenti musicali, mobili o giocattoli venivano carbonizzati o bruciati e poi inglobati in resina o plexiglass. Queste opere cristallizzavano la metamorfosi e la morte della materia, trasformandola in un fossile del tempo.

 L'Incorporazione nella materia e le grandi mostre

Negli anni Settanta, Arman sostituì il plexiglass con il cemento pesante per la serie dei "Bétons" (beton). Immergendo vari oggetti (macchine fotografiche, attrezzi) in blocchi di cemento, creò sarcofagi moderni, negando parzialmente la vista dell'oggetto ma amplificandone la presenza scultorea. Il suo successo internazionale crebbe: espose nelle gallerie più prestigiose di New York, Parigi e Milano. Consolidò la sua presenza nelle rassegne internazionali, partecipando a Documenta di Kassel e più volte alla Biennale di Venezia, dove ottenne una prestigiosa sala personale nel 1976.

L'Esplosione in superficie: Fragmentations

Dagli anni Ottanta, Arman esplorò la serie delle "Fragmentations" . Gli oggetti venivano sezionati con precisione in fette sottili e poi riassemblati su una superficie piana come tela o legno, e infine verniciati. Questo ciclo offriva una visione simultanea dell'interno e dell'esterno dell'oggetto, una sintesi tra scultura e pittura. In questi anni si dedicò anche a opere monumentali pubbliche, come "Long Term Parking" (1982) a Jouy-en-Josas, un accumulo di circa 60 automobili incapsulate nel cemento. Arman è stato un artista prolifico e versatile la cui opera è conservata nei più importanti musei del mondo, tra cui il Centre Pompidou di Parigi, il Peggy Guggenheim Collection di Venezia, il Museo Berardo di Lisbona e il Museum of Modern Art (MoMA) di New York.

Arman si è spento a New York il 22 ottobre 2005, lasciando un'eredità che continua a interrogare il nostro rapporto con il mondo materiale e il consumo di massa.

 

Curriculum espositivo (selezione)

  • 1956 - Galerie du Haut Pavé, Parigi (Prima mostra personale, espone i Cachets).
  • 1958 - Galerie Iris Clert, Parigi. Accumulations (Prime opere di accumulazione).
  • 1959 - Galleria Saint-Germain, Parigi.
  • 1960 - Galleria J, Parigi. Les Poubelles (Prima esposizione del ciclo "Poubelles").
  • 1960 - Musee d'Arte Moderna, Torino.
  • 1961 - Cordier & Warren Gallery, New York. (Prima personale di Arman a New York).
  • 1961 - Galerie Lawrence, Parigi. Le Plein (Risposta alla mostra "Le Vide" di Klein).
  • 1962 - Stedelijk Museum, Amsterdam. Dylaby (Dynamic Labyrinth) (Mostra collettiva del Nouveau Réalisme).
  • 1963 - Galleria Schwarz, Milano. Les Combustions (Prime esposizioni delle "Combustioni").
  • 1964 - The Venice Biennale, Venezia. (Partecipazione).
  • 1968 - Kassel. Documenta 4 (Partecipazione).
  • 1968 - Musee des Arts Décoratifs, Parigi. Arman: L'Accumulation (Importante retrospettiva).
  • 1974 - Musée d'Art Moderne de la Ville de Paris, Parigi. (Grande retrospettiva).
  • 1976 - La Biennale di Venezia, Venezia. Sala personale.
  • 1977 - Kassel. Documenta 6 (Partecipazione).
  • 1983 - Centre Georges Pompidou, Musée National d’Art Moderne, Parigi. (Retrospettiva/Collettiva).
  • 1988 - Museo Cantonale d'Arte, Lugano. Arman: Opere 1955-1988.
  • 1989 - Städtische Kunsthalle, Düsseldorf. (Retrospettiva).
  • 1997 - Kunstmuseum Wolfsburg. Arman: Anatomie eines Sammelns (Anatomia di una collezione).
  • 2002 - Musée d'Art Moderne et Contemporain (MAMAC), Nizza. Arman: La Traversée des Objets.
  • 2005 - Paul Kasmin Gallery, New York. Arman: Accumulations and Explosions.
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