Fausto Melotti

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Fausto Melotti (Rovereto, 8 giugno 1901 – Milano, 22 giugno 1986) rappresenta una delle figure più poliedriche e spirituali del panorama artistico del Novecento europeo. Scultore, pittore, musicista e teorico, Melotti ha saputo coniugare il rigore scientifico-matematico con una sensibilità poetica rarefatta, diventando il protagonista indiscusso di un’astrazione "mediterranea" e lirica. Dopo aver conseguito la laurea in ingegneria elettrotecnica al Politecnico di Milano, Melotti decide di assecondare la propria vocazione artistica iscrivendosi, nel 1928, all’Accademia di Belle Arti di Brera. Qui diventa allievo di Adolfo Wildt, dal quale eredita la cura maniacale per la forma e la materia, e stringe un sodalizio intellettuale decisivo con Lucio Fontana. Negli anni Trenta, Melotti si unisce al gruppo di artisti astratti che gravitano attorno alla Galleria del Milione di Milano. È in questo contesto che, nel 1935, presenta la sua prima mostra personale, esponendo opere che segnano una rottura drastica con la figurazione tradizionale: sculture geometriche basate su contrappunti musicali e rapporti numerici, che riflettono la sua profonda cultura musicale.

Gli anni della guerra e la ceramica

Il secondo conflitto mondiale segna una cesura profonda. Tra il 1941 e il 1943 l'artista soggiorna a Roma, dove la tragedia bellica lo spinge verso una produzione più intima, fatta di disegni, dipinti e componimenti poetici (raccolti poi nel volume Il triste minotauro). Nel dopoguerra, Melotti trova nella ceramica un mezzo espressivo d'elezione per ricostruire il proprio mondo immaginifico. Questa fase è caratterizzata da un successo straordinario, culminato con il Gran Premio della Triennale di Milano nel 1951 e numerosi riconoscimenti internazionali a Praga e Monaco di Baviera. È in questi anni che nascono i celebri "Teatrini", microcosmi narrativi dove la scultura dialoga con lo spazio teatrale e metafisico. La vera "rinascita" plastica avviene nel 1967. Presso la Galleria Toninelli di Milano, Melotti espone una serie di nuove sculture in ottone e filo d'oro: opere filiformi, leggere, che sembrano vibrare nello spazio. Questa mostra dà il via a una stagione creativa felicissima. La critica internazionale inizia a celebrare la sua capacità di far dialogare il vuoto con il pieno. Le sue opere iniziano a viaggiare nei più prestigiosi musei del mondo. Nel 1979, il Palazzo Reale di Milano ospita una grande mostra antologica che ne consacra definitivamente la statura di maestro. Negli anni Ottanta, l'interesse per la sua produzione valica i confini europei con importanti esposizioni a New York, Zurigo, Francoforte e Parigi. La sua partecipazione a rassegne internazionali come la Biennale di Venezia e Documenta di Kassel conferma la centralità del suo linguaggio nella storia dell'arte contemporanea.

L'eredità artistica

Fausto Melotti scompare a Milano nel 1986. Nello stesso anno, la 42ª Biennale di Arti Visive di Venezia gli conferisce il Leone d’Oro alla memoria, un tributo dovuto a un artista che ha saputo trasformare il metallo in musica e il pensiero in forma aerea. Oggi, le sue opere sono conservate nelle maggiori istituzioni museali, dal MoMA di New York al Centre Pompidou di Parigi, rimanendo un punto di riferimento imprescindibile per chiunque voglia comprendere l'evoluzione della scultura moderna.

 

Curriculum espositivo (selezione)

  • 1935 - Galleria del Milione, Milano
  • 1947 - Galleria del Cavallino, Venezia
  • 1951- IX Triennale di Milano (Vince il Gran Premio per la Ceramica)
  • 1956 - Galleria Apollinaire, Milano
  • 1966 - XXXIII Biennale di Venezia
  • 1967 - Galleria Toninelli, Milano
  • 1971 - Galleria Galatea, Torino
  • 1972 - XXXVI Biennale di Venezia
  • 1973 - Galleria Marlborough, Roma
  • 1974 - Kunsthaus, Zurigo
  • 1976 - Galleria d'Arte Moderna, Roma
  • 1977 - Documenta 6, Kassel
  • 1979 - Palazzo Reale, Milano (antologica).
  • 1981 - Forte di Belvedere, Firenze
  • 1984 - Galleria Nazionale d'Arte Moderna (GNAM), Roma
  • 1985 - Pinacoteca di Brera, Milano
  • 1986 - 42ª Biennale di Venezia (Conferimento del Leone d’Oro alla memoria)
  • 1987 - Centre Pompidou, Parigi
  • 1990 - Palazzo Fortuny, Venezia
  • 1994 - IVAM, Valencia
  • 1999 - Aichi Prefectural Museum of Art, Nagoya
  • 2011 - Museo MADRE, Napoli
  • 2014 - Peggy Guggenheim Collection, Venezia
  • 2016 - Hauser & Wirth, New York/Londra
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