Emilio Scanavino nasce a Genova nel 1922, studia al Liceo Artistico Nicolò Barabino e a vent’anni organizzò già la sua prima personale al Salone Romano di Genova. Nel 1942 si iscrive alla facoltà di architettura dell’Università di Milano che frequentò fino 1943 quando fu chiamato alle armi. Il dopoguerra è un periodo pieno di viaggi a Parigi, in quegli anni la patria dell’arte contemporanea: lì venne a contatto con il postcubismo e con le successive derive astrattiste. Gli anni Cinquanta furono per l’artista un periodo di grande sperimentazione dove si dedicò anche alla ceramica con artisti che in quegli anni stavano sperimentando questo materiale: Lucio, Fontana, Gianni Dova, Roberto Crippa oltre ad esponenti del gruppo CO.BR.A. e Sebastian Matta.
Dal 1953 frequentò il gruppo degli spazialisti di Milano e poi il movimento informale avvicinando alla pittura nuovi materiali ed esaltando il segno come elemento fondamentale della tela. Una pittura gestuale, quella di Scanavino, per alcuni versi assimilabile a quella di Hans Hartung e di George Mathieu. Nel 1954 viene invitato alla XXVII Biennale di Venezia, nel 1956 espone con Sarah Jackson nella mostra "This is Tomorrow "alla Whitechapel Art Gallery di Londra. Tra il 1973 e il 1974 la Kunsthalle di Darmstadt presentò una sua vasta mostra antologica che, con alcune varianti, passò a Venezia a Palazzo Grassi e poi a Milano a Palazzo Reale, nel 1974 mentre nel1986 venne invitato ad esporre alla Quadriennale di Roma. Si spegne a Milano il 28 novembre del 1986.