Emilio Isgrò

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Emilio Isgrò (Barcellona Pozzo di Gotto, 1937) è universalmente riconosciuto come uno dei protagonisti più influenti e innovativi della scena artistica internazionale del XX e XXI secolo. Poeta, scrittore, drammaturgo e artista visivo, Isgrò ha dato vita a un linguaggio rivoluzionario che ha scardinato le convenzioni della comunicazione: la cancellatura. Quello che apparentemente potrebbe sembrare un atto distruttivo, nelle mani di Isgrò si trasforma in un potente gesto di ricostruzione semantica, una riflessione profonda sulla memoria, sul potere della parola e sul valore del silenzio in un mondo saturo di informazioni.

Le origini e la nascita della "Cancellatura" (1964)

Dopo aver iniziato la sua carriera in ambito letterario e giornalistico a Milano, collaborando con testate di prestigio, Emilio Isgrò avverte la necessità di esplorare il limite tra segno e significato. È il 1964 l’anno della svolta: l’artista inizia a intervenire su testi preesistenti — enciclopedie, libri, quotidiani — coprendo parole e frasi con tratti decisi di inchiostro nero o biacca. Questo gesto, che lo inserisce di diritto tra i padri della Poesia Visiva e dell'Arte Concettuale, non mira a negare il testo, ma a preservarlo dall'oblio e dalla banalizzazione. Cancellare significa, per Isgrò, mettere in evidenza l’essenza di ciò che resta. La parola "negata" diventa paradossalmente più forte, spingendo l'osservatore a interrogarsi su ciò che è nascosto e sul peso etico della comunicazione.

Il successo internazionale e le grandi rassegne

La portata innovativa del suo lavoro viene immediatamente recepita dalle istituzioni più prestigiose. Già dagli anni Settanta, Isgrò è una figura centrale nelle grandi rassegne internazionali. La sua presenza alla Biennale di Venezia è costante e significativa: partecipa alle edizioni del 1972, 1978, 1986 e 1993, consolidando la sua posizione come punto di riferimento per l'avanguardia italiana. Nel 1977 ottiene un importante riconoscimento globale vincendo il Primo Premio alla Biennale di San Paolo in Brasile, un traguardo che apre definitivamente le porte delle collezioni americane ed europee. Negli anni Novanta, l'indagine di Isgrò si concentra ulteriormente sulla forma-libro. Nel 1992, il Museum of Modern Art (MoMA) di New York lo inserisce nella mostra "The Artist and the Book in XX Century Italy", celebrando la sua capacità di trasformare l'oggetto editoriale in opera d'arte totale. Poco dopo, nel 1994, la Collezione Peggy Guggenheim di Venezia ospita il suo lavoro nella rassegna "I libri d'artista italiani del Novecento". Le sue "cancellature" non si fermano alla carta: Isgrò interviene su mappe geografiche, spartiti musicali e persino sul cinema. Un momento di altissima consacrazione avviene nel 2013, quando la Galleria Nazionale d’Arte Moderna (GNAM) di Roma gli dedica la monumentale antologica "Emilio Isgrò. Modello Italia (2013-1964)", curata da Angelandreina Rorro, che ripercorre cinquant'anni di carriera.

Dal Centre Pompidou alla Fondazione Cini: l'eredità contemporanea

Il prestigio di Isgrò continua a crescere nel nuovo millennio. Nel 2017, il Centre Georges Pompidou di Parigi acquisisce tre delle sue opere storiche, tra cui il celebre "Il Cristo cancellatore" (1969), inserendolo nel gotha degli artisti che hanno segnato la storia dell'arte europea. Nel 2019, Venezia torna a omaggiarlo con una straordinaria mostra antologica presso la Fondazione Giorgio Cini, curata dal celebre critico Germano Celant. Questa esposizione ha messo in luce non solo l'aspetto estetico, ma anche l'impegno civile dell'artista, capace di affrontare temi come l'identità mediterranea e la crisi della democrazia attraverso il rigore del segno. Oggi le opere di Emilio Isgrò sono presenti nelle più importanti collezioni pubbliche e private del mondo, dal Museo del Novecento di Milano alla Galleria d'Arte Moderna di Bologna, confermando l'artista come un "monumento vivente" della cultura visiva.

 

Curriculum espositivo (selezione)

    • 1964 - Prima serie di Cancellature presentate a Milano
    • 1966 - Mostra personale alla Galleria Traghetto, Venezia
    • 1968 - Partecipazione alla mostra Poesia Visiva, Galleria d'Arte Moderna, Bologna
    • 1972 - 36ª Biennale di Venezia, Padiglione Italia (invitato anche nel 1978, 1986, 1993)
    • 1974 - Mostra personale allo Schwarz di Milano
    • 1977 - Biennale di San Paolo del Brasile, vince il Primo Premio Internazionale
    • 1982 - Partecipazione a Documenta 7, Kassel
    • 1985 - Mostra antologica al Padiglione d'Arte Contemporanea (PAC) di Milano
    • 1992 - "The Artist and the Book in XX Century Italy", MoMA - Museum of Modern Art, New York
    • 1994 - "I libri d'artista italiani del Novecento", Collezione Peggy Guggenheim, Venezia
    • 1998 - Inaugurazione del monumento "Seme d'Arancia", Barcellona Pozzo di Gotto
    • 2001 - Mostra personale alla Fondazione Stelline, Milano
    • 2008 - "L'Ora del Terrore", Palazzo delle Stelline, Milano
    • 2013 - "Emilio Isgrò. Modello Italia (2013-1964)", GNAM - Galleria Nazionale d’Arte Moderna, Roma
    • 2014 - Partecipazione alla mostra internazionale presso l'Istituto Italiano di Cultura a Londra
    • 2016 - Progetto espositivo diffuso a Milano: Palazzo Reale, Gallerie d’Italia e Casa del Manzoni
    • 2017 - Ingresso ufficiale nella collezione permanente del Centre Pompidou, Parigi
    • 2019 - Mostra antologica alla Fondazione Giorgio Cini, Venezia
    • 2022 - "Isgrò cancella Brixia", grande intervento site-specific al Museo di Santa Giulia, Brescia
    • 2024 - Celebrazione dei 60 anni della cancellatura con eventi internazionali
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