Bruno Munari

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Bruno Munari (Milano, 1907 – 1998) è universalmente riconosciuto come una delle figure più iconiche e poliedriche del panorama culturale del XX secolo. La sua figura è difficilmente inscrivibile in una singola categoria definitoria: Munari è stato, allo stesso tempo, pittore, designer, scultore, grafico, pedagogo e teorico della comunicazione visiva. La sua eredità artistica risiede nella capacità di aver abbattuto le barriere tra "arte alta" e "arti applicate", portando l'estetica del moderno nella vita quotidiana. Cresciuto in Polesine, Munari rientra a Milano nel 1925 dove entra in contatto con il dinamismo delle avanguardie. Inizia la sua carriera aderendo al Secondo Futurismo, lavorando a stretto contatto con Filippo Tommaso Marinetti. Tuttavia, già in questa fase embrionale, emerge il suo spirito critico e ironico: a differenza del futurismo celebrativo e bellico, Munari predilige la leggerezza e l'ironia. È in questo contesto che, nel 1933, nascono le sue celebri "Macchine Inutili". Questi congegni mobili, realizzati in seta, cartoncino e legno, rappresentano una rivoluzione copernicana: l'opera d'arte si libera dalla staticità del piedistallo per interagire con lo spazio e il tempo, diventando un precursore fondamentale dell'Arte Cinetica e della successiva Optical Art.

Il MAC e l'astrazione concreta

Dopo una parentesi dedicata alla pittura astratta tra il 1934 e il 1936, il dopoguerra segna una svolta fondamentale. Nel 1948, Munari è tra i fondatori del MAC (Movimento Arte Concreta) insieme a Gillo Dorfles, Gianni Monnet e Atanasio Soldati. L'obiettivo del movimento è promuovere un'arte non figurativa, basata sulla purezza delle forme e dei colori, lontana da ogni intento naturalistico o simbolico. In questi anni, l'artista approfondisce la ricerca sulla percezione con cicli storici come i "Negativo-Positivo", dove lo spettatore è chiamato a decidere quale forma prevalga sull'altra, annullando la gerarchia tra figura e sfondo. Negli anni Cinquanta e Sessanta, la creatività di Munari esplode in direzioni multiple. Nascono le "Sculture Concavo-Convesse" (1949), strutture in rete metallica che esplorano la tridimensionalità aerea, e le iconiche "Sculture da Viaggio", opere pieghevoli in cartoncino pensate per essere portate con sé e ricomposte ovunque, demistificando l'aura di inamovibilità dell'oggetto artistico. Il suo interesse per la tecnologia lo porta a collaborare con aziende d'avanguardia come la Olivetti e a sperimentare con le macchine fotocopiatrici, dando vita alle "Xerografie originali", dove il movimento del foglio sul vetro della macchina produce deformazioni uniche e irripetibili. Questa fase di ricerca sottolinea la sua filosofia del "gioco come cosa seria" e dell'arte come processo più che come prodotto finito.

Riconoscimenti e presenza museale

Il valore del suo contributo al design industriale è stato sancito dalla vittoria di ben quattro premi Compasso d'Oro (1954, 1955, 1979 e il premio alla carriera nel 1995). La sua carriera espositiva è costellata di partecipazioni ai massimi eventi internazionali. È stato una presenza costante alla Biennale di Venezia, dove ha esposto in numerose edizioni (tra cui spicca la sala personale nel 1966), e ha partecipato a rassegne cruciali come Documenta a Kassel e le mostre storiche del MoMA di New York, tra cui l'epocale "Italy: The New Domestic Landscape" del 1972. Oggi le opere di Bruno Munari sono conservate nelle collezioni permanenti dei musei più prestigiosi del mondo, dal MoMA di New York al Centre Pompidou di Parigi, dalla Galleria Nazionale d'Arte Moderna di Roma alla Triennale di Milano. Bruno Munari scompare a Milano nel 1998, lasciando un vuoto incolmabile ma una lezione metodologica ancora oggi fondamentale per designer e artisti di tutto il mondo.

 

Curriculum espositivo (selezione)

  • 1927 - Espone per la prima volta a Milano con il gruppo dei futuristi presso la Galleria Pesaro
  • 1930 - XVII Biennale di Venezia
  • 1933 - Prima presentazione delle "Macchine Inutili"
  • 1948 - Mostra fondativa del MAC (Movimento Arte Concreta) alla Libreria Salto di Milano
  • 1952 - Partecipa alla mostra Arte Astratta e Concreta in Italia presso la Galleria Nazionale d'Arte Moderna, Roma
  • 1954 - Vince il suo primo Compasso d'Oro; espone alla X Triennale di Milano
  • 1955 - Espone al MoMA di New York all'interno della mostra Two Graphic Designers: Brunari and Sutnar
  • 1962 - Mostra Arte Programmata presso il Negozio Olivetti di Milano
  • 1964 - Documenta 3 a Kassel, Germania
  • 1966 - Sala personale alla XXXIII Biennale di Venezia
  • 1968 - Documenta 4, Kassel, Germania
  • 1972Italy: The New Domestic Landscape al MoMA di New York
  • 1979 - Riceve il terzo Compasso d'Oro per la ricerca sul design
  • 1985 - Mostra antologica al Palazzo Reale di Milano
  • 1986 - Mostra personale al Museo d'Arte Moderna di Kamakura, Giappone
  • 1995 - Fondazione Prada, Milano
  • 1997: Grande mostra celebrativa dei 90 anni alla Rotonda di via Besana, Milano
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